TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

Alla luce dei profondi cambiamenti sociali emergono con frequenza situazioni di precarietà e di sofferenza che denotano segni inquietanti di povertà minorile, oggi più che in passato siamo chiamati ad affrontare la Tutela dei Minori e la lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza con coscienza, consapevolezza e responsabilità.Il minore come soggetto di diritti dal punto di vista giuridico è una conquista recente, la vera svolta si ascrive nel periodo compreso dalla Dichiarazione dei diritti dei Bambini 1924 alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia 1989 che segna una nuova era, dove i bambini e le bambine sono parte integrante dell’intera comunità internazionale.                                                                                                                                             Parlare di Tutela dei Minori non vuol sollecitare l’attenzione al mero riconoscimento giuridico, quanto altresì all’impegno di affrontare l’asimmetria tra chi esercita la tutela e il tutelato ovvero la responsabilità delle azioni di genitori, di docenti e delle istituzioni in chiave prettamente pedagogica e sociale.                                                             I profondi mutamenti morfologici della famiglia nella società odierna, non sono la causa della povertà minorile ma sicuramente contribuiscono a ledere le dinamiche relazionali nel contesto d’appartenenza del minore, alla ricerca di nuovi equilibri.Sostenere la genitorialità è un’emergenza del nostro sistema sociale,sofferenza e fragilità, segnano il vissuto di numerose famiglie che vivono nell’isolamento psicologico e sociale.Occorre orientare i genitori, coinvolgerli nella loro diversità, offrendo loro contesti utili a sperimentare regole di vita quotidiana, sviluppare capacità d’azione, creare possibilità di confronto sulle pratiche educative.                                                                                                                                                                                                    Promuovere la genitorialità equivale a garantire e tutelare la crescita delle nuove generazioni.                                          La cronaca quotidiana celebra in ogni angolo della società, amare storie di vissuti incancellabili di bambini e bambine vittime di violenza e varie forme di maltrattamento.Il WHO (World Health Organization) nel 2002 “Report on Health and Violence” definisce la violenza a minori come “tutte le forme di cattiva salute fisica e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro, che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”Nel nostro Paese,l’Ordinamento Giuridico, il Ministero Politiche Sociali e delle Pari Opportunità, le Autorità di pubblica sicurezza, il Tribunale dei Minorenni, gli Enti pubblici e privati, fanno fatica nella realizzazione di un sistema di protezione efficace nei casi di abuso, maltrattamento e abbandono dei minori. Si tratta di una dolorosa realtà, sostenuta da omertose organizzazioni che misconoscono il rispetto dei diritti umani veicolando una sorte di “mercato degli innocenti” spesso vittime di efferati crimini.La lotta alle esperienze sfavorevoli infantili è la mission delle Organizzazioni Internazionali, delle Istituzioni e delle Autorità Garanti, che si concretizza attraverso un’attenta programmazione delle politiche educative e sociali in osservanza all’ordinamento giuridico civile e penale.                                                                                                                 Scienze umane, giuridiche e sociali devono dialogare sinergicamente per affrontare il divario tra ciò che sta accadendo nella vita dei minori e gli strumenti di contrasto alla povertà e alla violenza, promuovendo la cultura della solidarietà, della legalità e del rispetto dei valori umani, della cittadinanza in ambito familiare, scolastico e comunitario. La Pedagogia come Scienze dell’Educazione e della Formazione insieme alle altre scienze opera in prima linea nel recupero delle relazioni umane a livello personale, comunitario e istituzionale e nella lotta a tutte le forme di violenza che ledono il diritto a vivere un’infanzia serena e gioiosa.L’umanità deve farsi carico della povertà minorile promuovendo stili di vita garanti del benessere e rapporti umani autentici che diano senso ai valori della Vita.

                            

Dott.ssa Lorena Galesi –  Pedagogista ANPE

 

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