LA PEDAGOGIA NEL PROCESSO MINORILE – INTERVENTI EDUCATIVI NEI CONTESTI GIUDIZIARI

LA PEDAGOGIA NEL PROCESSO MINORILE

INTERVENTI EDUCATIVI NEI CONTESTI GIUDIZIARI

La Giustizia minorile pone al centro il diritto del Minore alla sua integrità,alla sua dignità e alla sua educabilità, offrendo alternative di vita ai ragazzi in difficoltà, sostenendoli a chiudere con il proprio passato traumatico,accompagnandoli verso un futuro fatto di maggiore responsabilità, sotto il confronto delle norme del vivere sociale in una società come la nostra ormai definita “modernità liquida”.Oggi più che in passato abbiamo il dovere etico, deontologico e sociale di riflettere sui temi che richiamano in essere le nostre responsabilità come genitori, docenti, educatori, professionisti, attori sociali, per dare risposte e percorsi funzionali alla prevenzione eal contrasto del disagio e della devianza giovanile.Solo attraverso un sistema integrato di interventi possiamoamare i figli più fragili di questa società,orientare e sostenere la loro attenzione all’educazione, offrire ai giovani un modello generativo per alimentare il perdono come fonte d’amore e di giustizia. L’assenza dell’interpretazione pedagogica determina, a mio avviso, modelli socio-psicologici d’analisi non efficaci che sfociano, il più delle volte, nell’assistenzialismo piuttosto che nella progettazione e riprogettazione della vita delMinore bisognoso, soprattutto di formazione.Il fenomeno della delinquenza minorile fa parte di quel settore dell’educazione abbastanza vasto denominato’‘extrascuola’ che richiedenuovi orientamenti per individuare bisogni,sperimentando la ricerca di possibili soluzioniche la scienza pedagogica ha il dovere di affrontare con intenso impegno.L’attuale sistema penale minorilesi basa sulla riforma derivante dalla promulgazione delD.P.R. 448/1988 “Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni” con particolare riferimento all’art.28 inerente la “sospensione del giudizio e la messa alla prova”come misura alternativa alla detenzione che mira a rendere possibile il recupero sociale attraverso laresponsabilizzazione del Minore che commette reati.In quest’ottica il Processo si configura come luogo di cambiamento e di consapevolezza e il Minore comesoggetto attivo e non semplice destinatario di misure e sanzioni.Il giudice affida la “presa in carico”ad un’equipe di specialisti che affronta i compiti affidati dall’autorità giudiziaria in modo integrato, attivando una funzione di aiuto e di controllo, per conoscere, comprendere e attivare una relazione di fiducia con il Minore e con i Genitori. Obiettivo prioritario è far comprendere al Minore il disvalore di ciò che ha compiuto, favorendo la presa di coscienza, l‘assunzione di responsabilità, ma al tempo stesso valutandone la condotta. Tra educare e punire si colloca l’autorità, intesa non come esercizio di potere bensì come responsabilità educativa, giuridica e sociale.E’ evidente la volontà del Giudice togato o onorario di dar vita ad un setting pedagogico in cui avviare l’azione di ascolto e di accompagnamento del Minore,processo di comprensione del valore e del significato delle azioni realizzate o delle situazioni e vicende subìte, di condivisione di una progettualità per il futuro del Minorein vista di una crescita e di un miglioramento.Il diritto minorile promuovere la responsabilità pedagogica, si configura come diritto mite“inteso come diritto che ci spiega come le norme non possono essere mai né espressione di interessi di parte né formule immutabiliG. Zagrebelsky”.Nella consapevolezza di quanto delicato sia il compito di educare, ritengo che solo attraverso un sistema formativo integrato a tutela della crescita delMinore possiamo creare le premesse per una società migliore.

Dott.ssa Lorena Galesi

Coordinatore provinciale ANPE Ragusa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

Alla luce dei profondi cambiamenti sociali emergono con frequenza situazioni di precarietà e di sofferenza che denotano segni inquietanti di povertà minorile, oggi più che in passato siamo chiamati ad affrontare la Tutela dei Minori e la lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza con coscienza, consapevolezza e responsabilità.Il minore come soggetto di diritti dal punto di vista giuridico è una conquista recente, la vera svolta si ascrive nel periodo compreso dalla Dichiarazione dei diritti dei Bambini 1924 alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia 1989 che segna una nuova era, dove i bambini e le bambine sono parte integrante dell’intera comunità internazionale.                                                                                                                                             Parlare di Tutela dei Minori non vuol sollecitare l’attenzione al mero riconoscimento giuridico, quanto altresì all’impegno di affrontare l’asimmetria tra chi esercita la tutela e il tutelato ovvero la responsabilità delle azioni di genitori, di docenti e delle istituzioni in chiave prettamente pedagogica e sociale.                                                             I profondi mutamenti morfologici della famiglia nella società odierna, non sono la causa della povertà minorile ma sicuramente contribuiscono a ledere le dinamiche relazionali nel contesto d’appartenenza del minore, alla ricerca di nuovi equilibri.Sostenere la genitorialità è un’emergenza del nostro sistema sociale,sofferenza e fragilità, segnano il vissuto di numerose famiglie che vivono nell’isolamento psicologico e sociale.Occorre orientare i genitori, coinvolgerli nella loro diversità, offrendo loro contesti utili a sperimentare regole di vita quotidiana, sviluppare capacità d’azione, creare possibilità di confronto sulle pratiche educative.                                                                                                                                                                                                    Promuovere la genitorialità equivale a garantire e tutelare la crescita delle nuove generazioni.                                          La cronaca quotidiana celebra in ogni angolo della società, amare storie di vissuti incancellabili di bambini e bambine vittime di violenza e varie forme di maltrattamento.Il WHO (World Health Organization) nel 2002 “Report on Health and Violence” definisce la violenza a minori come “tutte le forme di cattiva salute fisica e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro, che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”Nel nostro Paese,l’Ordinamento Giuridico, il Ministero Politiche Sociali e delle Pari Opportunità, le Autorità di pubblica sicurezza, il Tribunale dei Minorenni, gli Enti pubblici e privati, fanno fatica nella realizzazione di un sistema di protezione efficace nei casi di abuso, maltrattamento e abbandono dei minori. Si tratta di una dolorosa realtà, sostenuta da omertose organizzazioni che misconoscono il rispetto dei diritti umani veicolando una sorte di “mercato degli innocenti” spesso vittime di efferati crimini.La lotta alle esperienze sfavorevoli infantili è la mission delle Organizzazioni Internazionali, delle Istituzioni e delle Autorità Garanti, che si concretizza attraverso un’attenta programmazione delle politiche educative e sociali in osservanza all’ordinamento giuridico civile e penale.                                                                                                                 Scienze umane, giuridiche e sociali devono dialogare sinergicamente per affrontare il divario tra ciò che sta accadendo nella vita dei minori e gli strumenti di contrasto alla povertà e alla violenza, promuovendo la cultura della solidarietà, della legalità e del rispetto dei valori umani, della cittadinanza in ambito familiare, scolastico e comunitario. La Pedagogia come Scienze dell’Educazione e della Formazione insieme alle altre scienze opera in prima linea nel recupero delle relazioni umane a livello personale, comunitario e istituzionale e nella lotta a tutte le forme di violenza che ledono il diritto a vivere un’infanzia serena e gioiosa.L’umanità deve farsi carico della povertà minorile promuovendo stili di vita garanti del benessere e rapporti umani autentici che diano senso ai valori della Vita.

                            

Dott.ssa Lorena Galesi –  Pedagogista ANPE

 

Effective and Empathic communication through the remodeling of the gestures

Effective and Empathic communication through the remodeling of the gestures

(cognitive communication)

Highly innovative theory

Method Massimo Luciano Sidoti

The Cognitive Pedagogy is a section of the Pedagogy that study the mental processes ( learning, problem solving, memory, attention, emotion, language) necessary to transform, process register the information from our cognitive system.

The behavior is the way a person react when is put in relation with other person, situation, or environment. The behavior can be conscious or unconscious, voluntary or involuntary.

The Gordon Training International developed the “ approach centered on the person”, a training model based on the theories of Thomas Gordon – The am of this model was to increase and improve the sensibility, the personal skills and the communication abilities.

The body communication (through the gesture and the facial mimic) rapresents 90% of an interesting conversation. Observing the other person gesture, will let you understand the secret message sent by the non-verbal communication.

Massimo Luciano Sidoti introduces in the approach centered on the person a training model based on the remodeling of the gestures.

This means that during a conversation it is important, not only understanding the empathic communication through the gesture, but also remodeling your body in front of your interlocutor.

Knowing how to decode the empathic communication of the body let you understand peoples, minds, but if you remodel you shape, imitating the gestures, movements and facial mimic of your interlocutor you will be able to send messages with your body that will increase your communicative effectiveness.

“Remodeling” means Imitate the other people movements, harmonizing your gestures with the ones of your interlocutor wrhout letting him notice.

Learning how to remodel your body during a conversation with your interlocutor body will establish an effective feedback that will keep harmony in the conversation and will help you to guide the other person body to a more open behavior.

 

 

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Il processo della comunicazione cognitiva dei gesti

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COMUNICAZIONE
Corpo efficace
FEEDBACK
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Scarica file in PDF Teoria rimodellamento

Comunicazione efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti

La Comunicazione Efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti
(Comunicazione cognitiva)

Teoria altamente innovativa
(Metodo Massimo Luciano Sidoti)

La pedagogia cognitiva è una branca della pedagogia che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate. La percezione, l’apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’ attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla pedagogia cognitiva. Essa studia il funzionamento della mente come elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale prettamente neurofisiologica . Il funzionamento della mente è assimilato.

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione con altri oggetti, organismi, o semplicemente con l’ ambiente, che è l’esternazione di un atteggiamento, il quale si basa su una idea o una convinzione che può essere anche un pregiudizio. Il comportamento può essere conscio o inconscio e volontario o involontario. La complessità del comportamento di un organismo è legato alla complessità del suo sistema nervoso. Nell’Approccio Centrato sulla Persona basato sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, (allievo di Carl Rogers), e sviluppato e poi diffuso in tutto il mondo dalla Gordon Training International. Si prefiggevano di sviluppare o migliorare la sensibilità, le competenze interpersonali e le abilità comunicative.

Principali obiettivi dei percorsi proposti dalla Gordon Training International sono:

    • Imparare a leggere il comportamento
    • Riconoscere situazioni problematiche e capire “di chi è il problema”
    • Apprendere l’ascolto empatico
    • Utilizzare in modo efficace il confronto e l’assertività
    • Imparare ad usare un metodo democratico di “Problem Solving”
    • Imparare a promuovere la consapevolezza dei valori

Il modello formativo ideato da Thomas Gordon, (allievo di Carl Rogers) nella comunicazione interpersonale si basa attraverso l’influenza dell’altro; esso condiziona il nostro atteggiamento e influenza il sentimento di accettazione del comportamento dell’altro. L’influenza personale; influenza i nostri sentimenti, lo stato d’animo e la salute. L’influenza dell’ambiente; Influenza in nostro atteggiamento se nell’ambiente ci sono: (rumori, folla, distrazioni), pertanto non accettiamo facilmente gli altri.

Nel modello ideato da Massimo Luciano Sidoti nella comunicazione interpersonale si aggiunge L’influenza dei gesti rimodellati ; nell’ascolto attivo il rimodellamento del corpo permette un feedback più efficace. Pertanto, nell’Approccio Centrato sulla Persona il modello formativo ideato da Massimo Luciano Sidoti si basa sul rimodellamento dei gesti. Non la semplice staticità dei gesti, ma la dinamicità della mente rapportata al gesto. Esprimendosi in una comunicazione cognitiva con gesti in continuo movimento che si rimodellano specularmente all’altro.

La comunicazione corporea attraverso i gesti e la mimica facciale e posturale del corpo costituisce il 90% di un interessante conversazione. Essa è la forma più potente di comunicazione tra gli uomini.

Saper decifrare la comunicazione empatica del corpo permette per così dire di “decodificare” la mente degli altri.
Ad esempio osservando l’altro, potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellando il vostro in maniera speculare, per scoprire quando qualcuno/a è attratto/a da voi o creare un interesse romantico in qualcuno/a che desiderate. Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, per rendervi conto se gli altri stanno mentendo o dicendo la verità.
Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per comunicare un senso di sicurezza e ispirare rispetto in ogni situazione.

Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per mettere le persone a loro agio, farvi degli amici rapidamente, persuadere, influenzare o vendere di più.

Conoscere la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, ci insegna anche ad interagire con persone di altre parti del mondo.

L’uomo tende a sviluppare capacità comunicative attraverso messaggi verbali positivi ed empatici, ma non si rende conto del fatto che la sua comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie di messaggi non verbali negativi che invia agli altri inconsapevolmente.

Conoscere esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano comunicazione cognitiva, vi permettono di comprendere i disagi dell’altro, capire che l’altro ha un problema e trasmettere invece dei messaggi non verbali positivi, divenendo persone efficaci.
Tutti noi usiamo la comunicazione cognitiva del corpo, spesso inconsciamente attraverso una serie di algoritmi dei gesti. Lo percepiamo negli altri e vi reagiamo ma spesso non riusciamo a comprendere il vero significato dei gesti e non teniamo in considerazione quanto ci possa servire a raggiungere i nostri obiettivi, in campo personale, affettivo e professionale.
Il 70% dell’impressione che suscitiamo sugli altri viene dalla nostra comunicazione corporea!
Quindi, perchè fermarsi solamente alla comunicazione empatica ed efficace verbale.

Il nostro corpo può emettere 10.000 messaggi al minuto interagendo con un altra persona. Inviamo segnali non verbali come lo sguardo, la postura, il livello di energia e l’attitudine, per fare un’impressione positiva sugli altri.

Il minimo gesto, per esempio come stiamo in piedi o entriamo in una stanza, può rivelare moltissimo sul nostro livello di sicurezza in noi stessi, autostima e credibilità.
Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono:
Stabilire un contatto visivo appropriato. stabilire una corretta postura del corpo.
Emanare segnali positivi attraverso il sorriso o segnali negativi.
Assumere una postura adeguata in base agli algoritmi dei gesti dell’altro.
Il rimodellamento – consiste in pratica nell’imitare i movimenti degli altri durante l’ascolto empatico, permettendovi di armonizzarvi con i gesti dell’altro senza che se ne rendano conto.
Saper acquisire il metodo del rimodellamento vi permette di trovare le modalità di movimento all’interno di una stanza piena di gente per produrre su di loro il massimo impatto.
Vi da la capacità di recepire i diversi segnali del corpo, ad esempio un leggero innalzamento del ciglio (destro o sinistro) segnale di accettazione, compiacimento, stupore.

Il metodo del rimodellamento permette al corpo di non essere più statico all’ascolto, ma dinamico e più efficace nella decodifica dei gesti e permette di stabilire un feedback più efficace e più rapido.

La rapidità del feedback innesca altre modalità di comunicazione che permettono l’interlocutore di rimanere in sintonia.

Pertanto, si riducono le distanze tra un corpo e l’altro (non più i 50cm) e si acquista la capacità di dare una prospettiva speculare di se all’altro.

Ciò vi permette di dare la possibilità di guidare via via il corpo dell’altro ad una maggiore apertura, ed aiutarlo ad una maggiore comprensione di se.

Ciò significa che durante una conversazione è importante non solo comprendere la comunicazione empatica attraverso il gesto, ma anche saper rimodellare il proprio corpo di fronte all’interlocutore.

Saper decodificare la comunicazione empatica del corpo ti permette di capire le persone, le menti, ma se rimodelli la tua forma, imitando i gesti, i movimenti e la mimica facciale del tuo interlocutore sarai in grado di inviare messaggi con il tuo corpo che aumenteranno il feedback comunicativo, rendendolo fluente ed efficace.

“Rimodellare” significa imitare i movimenti delle altre persone, armonizzando i tuoi gesti con quelli del tuo interlocutore.

Imparare a rimodellare il proprio corpo durante una conversazione con l’interlocutore stabilirà un feedback efficace che manterrà l’armonia nella conversazione e ti aiuterà a guidare il corpo dell’altra persona verso un comportamento più aperto.

Osservando il gesto dell’altra persona, potrai capire il messaggio implicito inviato dalla comunicazione non verbale, ciò di darà la possibilità di attivare la comunicazione analogica del rimodellamento, rimandando così attraverso i gesti del corpo un rapporto di similitudine. Il corpo scarica emozioni e saper cogliere le emozioni attraverso il rimodellamento dei gesti, ti permetterà di ridurre le tensioni durante la conversazione, influenzando il comportamento dell’altro, le relazioni interpersonali ed il processo della comunicazione miglioreranno.

Il linguaggio del corpo, le posizioni, i movimenti, i piccoli gesti si rivelano portatori del vero significato dei nostri pensieri, saperli rimodellare durante l’ascolto empatico aiuta in tutte le relazioni sociali e ancora di più in ambiti dove è necessario interpretare  al volo un movimento, un cambiamento di espressione facciale, un gesto.

Il processo della comunicazione cognitiva dei gesti

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Corpo efficace
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Movimento come presa di spazio

Organizzazione di segni gestuali, motori corporei, finalizzati ad una espressione spontanea (Emozioni) che attivano il sistema inconscio: consiste in un complesso di relazioni riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale, della mimica facciale e dell’uso dello spazio circostante. Esempio: Nei sordomuti il linguaggio gestuale è molto affine, la comunicazione interpersonale passa attraverso i gesti utilizzando esclusivamente un linguaggio non verbale.

In ambito artistico o cinestesico i movimenti come presa di spazio sono meno spontanei e più espressivi. La consapevolezza dei movimenti evolve se trattato da un linguaggio verbale.

Il movimento rimodellante permette di entrare in un sistema di segni condivisi, analogicamente legati tramite l’espressione – significato. Una sinergia di forme chiamate “comunicazione figurata”.

Movimento inclinato o remissivo

Il modo in cui le persone tendono a disporsi durante una conversazione determina una situazione legata a regole ben precise ed è utile per distinguerci tra introversi ed estroversi.

Il rimodellamento permette di avvicinarci nella zona intima  “ di abbandono, tenerezza, affetto, protezione, fiducia intima”. La comunicazione interpersonale passa attraverso la conoscenza di noi stessi, delle nostre sensazioni ed emozioni.

L’interlocutore deve mettersi pronto all’ascolto inclinandosi verso l’altro, come per dirgli  “hai tutta la mia attenzione” . In questi casi occorre rimodellarsi lentamente per raggiungere una spontaneità riflessa.

Movimento avvolgente

Nel movimento gestuale c’è tutta la transitorietà espressiva comunicativa, che danno un significato alle posture. La qualità della precisione dei movimenti rimodellati determina il controllo del corpo ed influenza il feedback.

Il segnale – caratterizza il sistema comunicativo, cioè la capacità di rimodellarsi permette di rilanciare un gesto corporeo carico di informazioni positive riflesse.

I gesti – Possono essere convenzionali se è legato ad una determinata società culturale;

I gesti illustrativi – sono gesti mimati da azioni e forme illustrative;

I gesti regolatori – regolano il flusso del gesto;

I gesti indicatori di stato emotivo –  indicano la spontaneità e la involontarietà dei gesti;

I gesti di adattamento – rappresentano eventi non intenzionali.

La comunicazione interpersonale deve fare tesoro del rimodellamento dei gesti.

I gesti permettono di comandare l’agire ed il fare dell’uomo, entrare in relazione attraverso l’imitazione corporea permette di entrare in relazione con l’altro e con il suo mondo.

L’insieme di percezioni corporee relative al sé rappresentate specularmente dal corpo dell’interlocutore, attivano  il nostro sistema cognitivo, elaborando una maggiora apertura verso l’altro.

 

CARTA DEI DIRITTI E DI DOVERI DEL COMUNE DI COMISO

 

ADOLESCENTI PROTAGONISTI DELLA CARTA DEI DIRITTI E DI DOVERI DEL COMUNE DI COMISO

Il Team del Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Comiso, diretto dal Garante Dr.Calogero Termini di cui mi onoro di far parte ormai da anni, opera nel territorio di Comiso e Pedalino rappresentato dal sindaco Prof.ssa Maria Rita Schembari, in coerenza con i principi della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 20 Novembre 1989 , ratificata in Italia con la L.176 del 1991 ,attraverso interventi e attività progettuali volti a promuovere l’interiorizzazione dei  Valori Umani e della Cittadinanza Attiva nella formazione dei Minori  contrastando fenomeni di violenza, denigrazione, maltrattamento che possono compromettere lo sviluppo della personalità dei bambini e degli adolescenti.   In quest’ottica si inserisce il progetto Carta dei diritti e dei doveri dei ragazzi e delle ragazze del Comune di Comiso e Pedalino, ideato già da qualche anno dal Garante Dr. Calogero Termini. Si tratta di un percorso che ha coinvolto tre Istituzioni Scolastiche dirette dalle Dirigenti Prof. ssa  Maria Giovanna Lauretta, Prof.ssa Giovanna Campo e Prof.ssa Romina Bellina e da tre Insegnanti Referenti  Prof.ssa Elena D’Amato, Prof.ssa Daniela Depetro, Prof.ssa Teresa Rizzo che insieme al Team del Garante hanno seguito i veri protagonisti del progetto, trenta ragazzi/e di scuola secondaria di primo grado impegnati nella stesura della Carta dei diritti e dei doveri dei ragazzi/e del Comune di Comiso e Pedalino.

In coerenza con le indicazione dell’Autorità Garante Nazionale, nel rispetto delle politiche di promozione e sviluppo dell’infanzia e della condizione giovanile, in osservanza ai dati del recente rapporto sulla Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, del 27 marzo 2019, risulta fondamentale contrastare il fenomeno della povertà educativa e del disagio sociale dei Minori mediante  percorsi utili sia a sollecitare  la consapevolezza dei Minori per i propri diritti e il rispetto dei propri doveri, che la responsabilità degli adulti di tutelare i bisogni e  garantire i diritti.

Nel rispetto dei 10 articoli dei diritti e dei doveri di cui si sostanzia la Carta di Comiso, con particolare riferimento alle attuali emergenze di salvaguardia e sostenibilità dell’ecosistema s’ascrive la realizzazione dell’evento ideato dall’Art Director di Aynos Academy Dott.ssa Sonia Fuschi dal titolo ‘ ESPERENDO Una Notte al Museo Civico di Storia Naturale di Comiso’, Museo questo diretto dal Dr. Giovanni Insacco. Ancora una volta protagonisti gli adolescenti esploratori in un contesto con la presenza di 10.000 fossili di diverse ere geologiche e animatori della notte insieme ai giovani studenti della Bottega Teatrale dell’Istituto Carducci di Comiso, diretta dal Prof. Giovanni Amore   Funzione educativa e patrimonio culturale sono stati connubio per veicolare conoscenze e abilità ma soprattutto per promuovere lo sviluppo di comportamenti generatori di consapevolezza e cittadinanza. Alleanza Interistituzionale, parola chiave come alleanza pedagogica, culturale e sociale per attivare risorse umane, contestualizzare azioni al fine di interiorizzare i saperi della cittadinanza.  Oggi più del passato la Tutela dei Minori rappresenta un imperativo categorico di cui l’umanità deve farsi carico per una società migliore.

Dott.ssa Lorena Galesi

Pedagogista A.N.PE Coordinatore Provinciale A.N.PE Ragusa

                                                                                                                                                

Educare al tempo della complessità

Pedagogista  Dott.ssa Lorena Galesi

Educare al tempo della complessità

Alla luce delle esigenze educative in una società sempre più articolata, complessa, multiculturale e digitale si aprono nuove sfide educative in grado di saper rispondere alle reali esigenze dei nostri giovani, al fine di promuovere lo sviluppo di abilità, attitudini, competenze e capacità di adattamento.  La Pedagogia come Scienze dell’Educazione opera in prima linea per promuovere lo sviluppo della personalità di ciascun educando, contrastando fenomeni di devianza, dipendenza, disagio e ogni forma di violenza,sottolineando a tinte forti i valori dell’autostima, dell’empatia e della mediazione. Investire sulla responsabilità relazionale e sulla capacità di negoziare conflitti, sono qualità che sfuggono facilmente al modus vivendi dei nostri giovani. L’obiettivo è dunque potenziare abilità comunicative, implementare il dialogo, favorire l’ascolto e la condivisione.

Sono cambiate le modalità di comunicare, la rete ha preso il sopravvento sull’interazione sociale a rischio depersonalizzazione che sicuramente alimenta “disimpegno socialeA.Bandura in una società tecnomediata come quella odierna, con l’effetto di un crescente fenomeno di “giovani dai sentimenti anestetizzatiP.Crepet”.                                                                                                                             Dai recenti fatti di cronaca, dai dati dell’ISTAT e dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza fenomeni di bullismo e di cyberbullismo hanno raggiunto proporzioni di entità spaventosa, siamo dinnanzi ad una piaga sociale che dilaga a macchia d’olio su tutto in territorio Nazionale e oltre. Gli adolescenti leggono e si informano attraverso i social network, la loro curiosità spesso li spinge verso contenuti di vario genere, immagini di violenza, comportamenti bizzarri e pericolosi a rischio emulazione.E’ evidente preadolescenti e adolescenti non hanno ancora maturato quella capacità critica che gli consente di filtrare i messaggi in modo adeguato in quanto sono impulsivi e facilmente vulnerabili.Da studi condotti dalla sociologia di massa è stato dimostrato come il soggetto nel gruppo, omologandosi può legittimare come corretti , comportamenti deplorevoli, in quanto nel gruppo neutralizza il proprio punto di vista per aggregarsi senza alcuna ratio, dato che possiamo confermare nei fenomeni di violenza che con frequenza si verificano in gruppo.Alleanza Educativa, la parola chiave affinchè   Famiglia, Scuola, Istituzioni, Associazioni siano in grado di garantire un Sistema Formativo Integrato promuovendo la cultura dell’accoglienza, della cittadinanza, della solidarietà nel rispetto dei valori umani per la formazione delle nuove generazioni.                                                                                 Oggi più che in passato è necessario sollecitare la consapevolezza e la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella crescita dei nostri giovani per tutelarne l’integrità e lo sviluppo della piena personalità. L’invasione degli strumenti tecnologici ha sicuramente alimentato il divario generazionale tra adulti e adolescenti, i nuovi media non sono un nemico da evitare in quanto se utilizzati consapevolmente possono costituire un supporto utile a dilatare le potenzialità educative.

I Genitori hanno il dovere di monitorare i figli nel corretto utilizzo delle rete, evitando rischi che possono condurli, coinvolgerli in dinamiche assai pericolose che possono degenerare, purtroppo, anche situazioni estreme. La globalizzazione ha imposto un’enorme complessità che dobbiamo essere in grado di gestire,un cambiamento che va affrontato e vissuto responsabilmente, solo se si applica una sorte di “saggezza digitaleM.Prensky” si possono  applicare ragionamenti  di tipo complesso, trarre benefici di tutte le opportunità della rete, che ci consente di annullare la dimensione temporale e spaziale delle informazioni. Parlare di strategie di intervento e prevenzione vuol dire incentivare percorsi educativi per implementare la comunicazione efficace, l’alfabetizzazione emozionale, l’intelligenza emotiva, la capacità di saper mediare sono queste le dimensioni in cui le diverse discipline pedagogiche, psicologiche, giuridiche e sociali devono convergere per garantire il benessere e latutela dei minori.

Pedagogista

Dott.ssa Lorena Galesi

 

Comunicazione efficace

La Comunicazione Efficace ed empatica attraverso i gesti
(Comunicazione cognitiva)

Teoria altamente innovativa
(Metodo Massimo Sidoti)

La psicologia cognitiva è una branca della psicologia che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate.

La percezione, l’ apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’ attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.

Essa studia il funzionamento della mente come elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale prettamente neurofisiologica . Il funzionamento della mente è assimilato.

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione con altri oggetti, organismi, o semplicemente con l’ ambiente, che è l’esternazione di un atteggiamento, il quale si basa su una idea o una convinzione che può essere anche un pregiudizio. Il comportamento può essere conscio o inconscio e volontario o involontario.

Negli animali il comportamento è controllato dal sistema endocrino e da quello nervoso. La complessità del comportamento di un organismo è legato alla complessità del suo sistema nervoso. Generalmente, organismi con un sistema nervoso più complesso hanno più grandi capacità di imparare nuove risposte e correggere il loro comportamento.

Il comportamento umano, così come quello di altri organismi, può essere comune, insolito, accettabile o inaccettabile. Gli uomini valutano l’accettabilità di un determinato comportamento usando norme sociali e regolando i comportamenti tramite mezzi di controllo sociale.

Nell’Approccio Centrato sulla Persona basato sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, allievo di Carl Rogers, e sviluppato e diffuso in tutto il mondo dalla Gordon Training International . Essi si prefiggeno di sviluppare o migliorare la sensibilità e le competenze interpersonali e le abilità comunicative.

Principali obiettivi dei percorsi proposti dalla Gordon Training International sono:

    • Imparare a leggere il comportamento
    • Riconoscere situazioni problematiche e capire “di chi è il problema”
    • Apprendere l’ascolto empatico
    • Utilizzare in modo efficace il confronto e l’assertività
    • Imparare ad usare un metodo democratico di “Problem Solving”
    • Imparare a promuovere la consapevolezza dei valori

Exducere.com nell’Approccio Centrato sulla Persona si basa sul modello formativo ideato da Massimo Sidoti sviluppato attraverso osservazioni e teorie innovative “Comunicazione efficace ed empatica attraverso la comunicazione cognitiva dei gesti”. Non la semplice staticità dei gesti ma la dinamicità della mente rapportata al gesto.

La comunicazione corporea attraverso i gesti e la mimica facciale e posturale del corpo costituisce il 90% di un interessante conversazione. Essa è la forma più potente di comunicazione tra gli uomini.

Saper decifrare la comunicazione empatica del corpo permette per così dire di “codificare” la mente degli altri.
Ad esempio osservando, potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per scoprire quando qualcuno/a è attratto/a da voi o creare un interesse romantico in qualcuno/a che desiderate. Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per rendervi conto se gli altri stanno mentendo o dicendo la verità.
Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per comunicare un senso di sicurezza e ispirare rispetto in ogni situazione.

Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per mettere le
persone a loro agio, farvi degli amici rapidamente, persuadere,
influenzare o vendere di più.

Conoscere la comunicazione cognitiva del corpo ci insegna
anche ad interagire con persone di altre culture di altre parti del mondo pur non conoscendo la loro lingua.

L’uomo tende a sviluppare capacità comunicative attraverso messaggi verbali positivi ed empatici, ma non si rende conto del fatto che la sua comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie di messaggi non verbali negativi che invia agli altri inconsapevolmente.

Conoscere esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano comunicazione cognitiva, vi permettono di comprendere i disagi dell’altro, capire che l’altro ha un problema e trasmettere invece dei messaggi non verbali positivi, divenendo persone efficaci.
Tutti noi usiamo la comunicazione cognitiva del corpo, spesso inconsciamente attraverso una serie di algoritmi dei gesti. Lo
percepiamo negli altri e vi reagiamo ma spesso non riusciamo a comprendre il vero significato dei gesti e non teniamo in considerazione quanto ci possa servire a raggiungere i nostri obiettivi, in campo personale, affettivo e professionale.

Il 70% dell’impressione che suscitiamo sugli altri viene dalla nostra comunicazione corporea!
Quindi, perchè fermarsi solamente alla comunicazione empatica ed efficace verbale.

Il nostro corpo può emettere 10.000 messaggi al minuto interaggendo con un altra persona. Inviamo segnali non verbali come lo sguardo, la postura, il livello di energia e l’attitudine, per fare un’impressione positiva sugli altri.

Il minimo gesto, per esempio come stiamo in piedi o entriamo in una stanza, può rivelare moltissimo sul nostro livello di sicurezza in noi stessi, autostima e credibilità.
Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono:

stabilire un contatto visivo appropriato.
 stabilire una corretta postura del corpo.
 emanare segnali positivi attraverso il sorriso o segnali negativi attraverso l’annuire.
 assumere una postura adeguata in base agli algoritmi dei gesti dell’altro.
 Il rimodellamento – consiste in pratica nell’imitare i movimenti degli altri, permettendovi di armonizzarvi con i gesti dell’altro senza che se ne rendano conto.
 le modalità di movimento all’interno di una stanza piena di gente per produrre su di loro il massimo impatto.
 Un leggero innalzamento del ciglio (destro o sinistro) segnale di accettazione, compiacimento, stupore

Gli occhi “lo specchio dell’anima”

Esaminiamo l’intensità dello sguardo

Essi ci rivelano diversi indizi, stati d’animo, sentimenti, atteggiamenti, gioia, stupore, perplessità, amarezze, incomprensioni, delusioni, tenerezze, caparbietà, debolezze, romanticismi, durezze, disapprovazione, ingannevolezza.

Percorso educativo per genitori

Percorso educativo per genitori

Exducere.com, intende definire percorsi educativi, di formazione e di adeguamento alle problematiche comportamentali.

Scoprire se stessi attraverso l’esperienza individuale che è la base da cui partire per modificare il proprio modo di essere.

Intraprendere il prorpio percorso da imboccare attraverso scelte e decisioni stimolati dal confronto interpersonale.

L’apertura mentale in campo dell’osservazione allarga la capacità al cambiamento rendendo più efficace l’educazione per i propri figli.

l’apprendimento non sarà mirato ad argomenti teorici, ma sull’identificazione di un settore del comportamento sulla base delle loro esperienze concrete.

Gli obiettivi del metodo didattico in campo comportamentale indicano la presa di coscienza delle proprie abitudini in riferimento con la realtà, dagli schemi cognitivi, le differenze, integrando esperienze ed informazioni

Exducere.com crea percorsi educativi personalizzati individuando le cause delle problematiche comportamentali, individuando le possibili soluzioni per suggerire le strategie di intervento.

Il percorso educativo personalizzato si pone gli obiettivi:

  • Capire la situazione
  • Conoscere tutte le persone coinvolte nella situazione
  • Individuare le conflittualità non risolte
  • Conoscere l’ambiente che circonda
  • Comprendere conflitti ( fisici, educativi, affettivi)
  • Permettere alle persone di elaborare il proprio vissuto
  • Comprendere e valutare la personalità (dialogo, l’ascolto, il conoscersi)
  • Comprendere e valutare i bisogni e i desideri

  PERCORSI EDUCATIVI PERSONALIZZATI

Il percorso educativo personalizzato guiderà alla conoscenza delle problematiche, fornendo consigli su possibili atteggiamenti educativi “alternativi” a quelli abitualmenti utilizzati, incoraggiando a scegliere in maniera autonoma strategie educative “alternative”, sostenute dal manuale del percorso educativo personalizzato, favorendo una riorganizzazione del sistema comportamentale e la necessità di un’adeguata organizzazione delle attività.

Strategie Comunicative per genitori

Docente
Massimo Sidoti
Descrizione
Hai difficoltà di relazionarti in maniera “efficace” con gli altri?
Per esempio con i tuoi figli?

La “comunicazione ” proposta da Massimo Sidoti promuove lo sviluppo delle abilità di ascolto, di gestione risoluzione e mediazione dei conflitti.

I corsi favoriscono lo sviluppo di abilità di comunicazione e consentono di operare corretti processi di attribuzione, affinando la sensibilità necessaria per cogliere i segnali che stanno ad indicare la presenza di problemi nell’altro .

Il corso, dal titolo “Strategie comunicative per genitori ”, è rivolto a quei genitori che sentono il bisogno di rendere più aperta la comunicazione con i propri figli, di diventare più capaci di ascoltarli e capire i loro bisogni, le parole, i sentimenti e gli ideali. E’ rivolto anche a quei genitori che desiderano che anche i figli capiscano i bisogni, i sentimenti e i valori dei genitori stessi. Quando si riesce a conquistare la possibilità di comunicare con i figli, allora essi diventano membri attivi e propositivi della famiglia e questo li aiuta a sviluppare stima e fiducia in sé stessi e a diventare responsabili anche della propria crescita.

Essere genitore rimane uno dei compiti più delicati e complessi, in cui devono essere unite abilità di gestione emotiva, di comprensione e ascolto, di tolleranza e apertura, assieme alla capacità di essere di esempio e guidare con serenità e fiducia la crescita e lo sviluppo dei bambini e ragazzi.

E altro ancora…

Si tratta di un primo passo in direzione di una maggiore e migliore conoscenza di sé e delle proprie risorse e potenzialità , della propria crescita personale e professionale .

Gli incontri hanno carattere teorico-pratico: è privilegiata una forma di apprendimento esperienziale che coinvolge direttamente i partecipanti e consente di sperimentare in presa diretta le abilità proposte .

I Gruppi sono formati da un minimo di 8-10 persone ( massimo 20 ).

 

Giorni/orari

 

Prossimi incontri:
Le iscrizioni sono aperte per il mese di luglio
inizio corso da stabilire

Attività

Attraverso le competenze apprese sarà possibile:

  • incrementare l’efficacia della tua comunicazione;
  • stabilire una migliore sintonia con gli altri e con te stesso;
  • risolvere conflitti interpersonali e divergenze di valori;
  • sviluppare capacità di risolvere problemi;
  • identificare e modificare le convinzioni che ti limitano;
  • usare il linguaggio in modo efficace e funzionale alle relazioni;
  • gestire al meglio tutte le tue risorse interiori.

Il percorso educativo per genitori personalizzato è uno strumento di intervento strategicamente personalizzato al fine di creare una linea pedagogica che utilizzi semplici strumenti e modalità pratiche che favoriscono un miglior utilizzo delle potenzialità di ogni individuo.

  • una maggiore capacità di auto-osservazione;
  • una crescente possibilità di superamento dei condizionamenti comportamentali;
  • un maggior sviluppo del pensiero divergente;
  • un aiuto a conoscere la proria creatività ed a superare le tensioni, l’ansia e l’angoscia del fallimento;
  • dimostrare come l’errore possa diventare la base per il miglioramento;
  • migliorare la persona nella percezione del sè.

Percorso educativo per minori

Percorso educativo per minori

Exducere.com è un sito specializzato in campo pedagogico e psicologico. Esso prevede una serie di iniziative atte a stimolare processi formativi ed informativi (integrazione del bambino, educazione comportamentale, capacità nel sapersi orientare nelle scelte personali e professionali).

Attraverso colloqui con professionisti (pedagogisti, psicologi,) il bambino acquisisce le conoscenze adeguate che gli permettono di migliorare le competenze specifiche.

Exducere.com, intende definire percorsi educativi di formazione e di adeguamento ai saperi, tenendo conto della possibilità di dialogo su tematiche vicine ai genitori ed ai figli.

Exducere.com crea percorsi educativi personalizzati per minori in difficoltà

individuando le cause delle problematiche comportamentali, individuando le possibili soluzioni per suggerire ai genitori le strategie di intervento

Il percorso educativo personalizzato si pone gli obiettivi:

  • Capire la situazione
  • Conoscere tutte le persone coinvolte nella situazione
  • Individuare le conflittualità non risolte
  • Conoscere l’ambiente che circonda il minore
  • Comprendere conflitti  fisici, educativi, affettivi)
  • Valutare la capacità genitoriale
  • Permettere alle persone di elaborare il proprio vissuto
  • Aiutare la famiglia a riflettere sulle motivazioni
  • Comprendere e valutare la personalità ( dialogo, l’ascolto, il conoscersi in coppia)
  • Comprendere e valutare la capacità genitoriale
  • Conoscere e valutare il vissuto del minore.
  • Comprendere e valutare i bisogni e i desideri del minore
  • Conoscere e valutare il comportamento del minore a scuola
  • Suggerire agli insegnanti strategie di intervento per favorire l’appprendimento

  PERCORSI EDUCATIVI PERSONALIZZATI

  Il percorso educativo personalizzato guiderà i genitori alla conoscenza del minore e delle modalità che caratterizzano i suoi comportamenti, fornendo consigli su possibili atteggiamenti educativi “alternativi” a quelli abitualmenti utilizzati, incoraggiando i genitori a scegliere in maniera autonoma strategie educative “alternative”, sostenute dal manuale del percorso educativo personalizzato, favorendo una riorganizzazione del sistema familiare e la necessità di un’adeguata organizzazione delle attività.

Si richiede
  • informazioni dettagliate del minore
  • gli scopi
  • i tempi impiegati
  • le metodologie
  • i materiali usati
  • l’età e la caratteristica del minore
  • i risultati emersi negli anni
  • le relazioni con i genitori
  • le relazioni con i compagni
  • le relazioni con gli insegnanti
  • gli hobby del minore
  • le attenzioni rivolte dai genitori
  • i bisogni emersi
  • CURIOSITA’: le capacità di esplorare nuove opportunità di apprendimento
  • PERSEVERANZA: l’impegno rivolto nonostante gli ostacoli
  • FLESSIBILITA’: la capacità di cambiare il proprio stato d’animo
  • OTTIMISMO: la capacità di valutare nuove opportunità
  • IL RISCHIO la capacità di prendersi le proprie responsabilità
Attività dei genitori 
  • Osservare
  • Raccogliere
  • Confrontare
  • Sintetizzare

 

Il percorso educativo personalizzato non è una semplice consulenza professionale, ma uno strumento di intervento strategicamente personalizzato al fine di creare una linea pedagogica che utilizzi semplici strumenti e modalità pratiche che favoriscono un miglior utilizzo delle potenzialità di ogni individuo.

  • una maggiore capacità di auto-osservazione;
  • una presa di coscienza delle proprie abitudini;
  • una crescente possibilità di superamento dei condizionamenti comportamentali;
  • un maggior sviluppo del pensiero divergente;
  • un aiuto a conoscere la proria creatività ed a superare le tensioni, l’ansia e l’angoscia del fallimento;
  • dimostrare come l’errore possa diventare la base per il miglioramento;
  • migliorare la persona nella percezione del sè.