TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

TUTELA E CONTRASTO ALLA POVERTA’ MINORILE

Alla luce dei profondi cambiamenti sociali emergono con frequenza situazioni di precarietà e di sofferenza che denotano segni inquietanti di povertà minorile, oggi più che in passato siamo chiamati ad affrontare la Tutela dei Minori e la lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza con coscienza, consapevolezza e responsabilità.Il minore come soggetto di diritti dal punto di vista giuridico è una conquista recente, la vera svolta si ascrive nel periodo compreso dalla Dichiarazione dei diritti dei Bambini 1924 alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia 1989 che segna una nuova era, dove i bambini e le bambine sono parte integrante dell’intera comunità internazionale.                                                                                                                                             Parlare di Tutela dei Minori non vuol sollecitare l’attenzione al mero riconoscimento giuridico, quanto altresì all’impegno di affrontare l’asimmetria tra chi esercita la tutela e il tutelato ovvero la responsabilità delle azioni di genitori, di docenti e delle istituzioni in chiave prettamente pedagogica e sociale.                                                             I profondi mutamenti morfologici della famiglia nella società odierna, non sono la causa della povertà minorile ma sicuramente contribuiscono a ledere le dinamiche relazionali nel contesto d’appartenenza del minore, alla ricerca di nuovi equilibri.Sostenere la genitorialità è un’emergenza del nostro sistema sociale,sofferenza e fragilità, segnano il vissuto di numerose famiglie che vivono nell’isolamento psicologico e sociale.Occorre orientare i genitori, coinvolgerli nella loro diversità, offrendo loro contesti utili a sperimentare regole di vita quotidiana, sviluppare capacità d’azione, creare possibilità di confronto sulle pratiche educative.                                                                                                                                                                                                    Promuovere la genitorialità equivale a garantire e tutelare la crescita delle nuove generazioni.                                          La cronaca quotidiana celebra in ogni angolo della società, amare storie di vissuti incancellabili di bambini e bambine vittime di violenza e varie forme di maltrattamento.Il WHO (World Health Organization) nel 2002 “Report on Health and Violence” definisce la violenza a minori come “tutte le forme di cattiva salute fisica e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro, che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”Nel nostro Paese,l’Ordinamento Giuridico, il Ministero Politiche Sociali e delle Pari Opportunità, le Autorità di pubblica sicurezza, il Tribunale dei Minorenni, gli Enti pubblici e privati, fanno fatica nella realizzazione di un sistema di protezione efficace nei casi di abuso, maltrattamento e abbandono dei minori. Si tratta di una dolorosa realtà, sostenuta da omertose organizzazioni che misconoscono il rispetto dei diritti umani veicolando una sorte di “mercato degli innocenti” spesso vittime di efferati crimini.La lotta alle esperienze sfavorevoli infantili è la mission delle Organizzazioni Internazionali, delle Istituzioni e delle Autorità Garanti, che si concretizza attraverso un’attenta programmazione delle politiche educative e sociali in osservanza all’ordinamento giuridico civile e penale.                                                                                                                 Scienze umane, giuridiche e sociali devono dialogare sinergicamente per affrontare il divario tra ciò che sta accadendo nella vita dei minori e gli strumenti di contrasto alla povertà e alla violenza, promuovendo la cultura della solidarietà, della legalità e del rispetto dei valori umani, della cittadinanza in ambito familiare, scolastico e comunitario. La Pedagogia come Scienze dell’Educazione e della Formazione insieme alle altre scienze opera in prima linea nel recupero delle relazioni umane a livello personale, comunitario e istituzionale e nella lotta a tutte le forme di violenza che ledono il diritto a vivere un’infanzia serena e gioiosa.L’umanità deve farsi carico della povertà minorile promuovendo stili di vita garanti del benessere e rapporti umani autentici che diano senso ai valori della Vita.

                            

Dott.ssa Lorena Galesi –  Pedagogista ANPE

 

Effective and Empathic communication through the remodeling of the gestures

Effective and Empathic communication through the remodeling of the gestures

(cognitive communication)

Highly innovative theory

Method Massimo Luciano Sidoti

The Cognitive Pedagogy is a section of the Pedagogy that study the mental processes ( learning, problem solving, memory, attention, emotion, language) necessary to transform, process register the information from our cognitive system.

The behavior is the way a person react when is put in relation with other person, situation, or environment. The behavior can be conscious or unconscious, voluntary or involuntary.

The Gordon Training International developed the “ approach centered on the person”, a training model based on the theories of Thomas Gordon – The am of this model was to increase and improve the sensibility, the personal skills and the communication abilities.

The body communication (through the gesture and the facial mimic) rapresents 90% of an interesting conversation. Observing the other person gesture, will let you understand the secret message sent by the non-verbal communication.

Massimo Luciano Sidoti introduces in the approach centered on the person a training model based on the remodeling of the gestures.

This means that during a conversation it is important, not only understanding the empathic communication through the gesture, but also remodeling your body in front of your interlocutor.

Knowing how to decode the empathic communication of the body let you understand peoples, minds, but if you remodel you shape, imitating the gestures, movements and facial mimic of your interlocutor you will be able to send messages with your body that will increase your communicative effectiveness.

“Remodeling” means Imitate the other people movements, harmonizing your gestures with the ones of your interlocutor wrhout letting him notice.

Learning how to remodel your body during a conversation with your interlocutor body will establish an effective feedback that will keep harmony in the conversation and will help you to guide the other person body to a more open behavior.

 

 

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Comunicazione efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti

(comunicazione cognitiva)

Teoria altamente innovativa

Metodo Massimo Luciano Sidoti

La pedagogia cognitiva è una sezione della pedagogia che studia i processi mentali (apprendimento, risoluzione dei problemi, memoria, attenzione, emozione, linguaggio) necessari per trasformare, elaborare i dati del sistema cognitivo dell’aria.

Il comportamento è il modo in cui una persona reagisce quando viene messa in relazione con un’altra persona, situazione o ambiente. Il comportamento può essere conscio o inconscio, volontario o involontario.

Gordon Training International ha sviluppato l ‘”approccio incentrato sulla persona”, un modello di allenamento basato sulle teorie di Thomas Gordon. Il modello di questo modello era di aumentare e migliorare la sensibilità, le capacità personali e le capacità di comunicazione.

La comunicazione corporea (attraverso il gesto e la mimica facciale) rappresenta il 90% di una conversazione interessante.

Massimo Luciano Sidoti introduce nell’approccio centrato sulla persona un modello di allenamento basato sul rimodellamento dei gesti.

Ciò significa che durante una conversazione è importante non solo comprendere la comunicazione empatica attraverso il gesto, ma anche rimodellare il proprio corpo di fronte all’interlocutore.

Saper decodificare la comunicazione empatica del corpo ti permette di capire le persone, le menti, ma se rimodelli la tua forma, imitando i gesti, i movimenti e la mimica facciale del tuo interlocutore sarai in grado di inviare messaggi con il tuo corpo che aumenteranno il tuo comunicativo efficacia.

“Rimodellamento” significa imitare i movimenti delle altre persone, armonizzando i tuoi gesti con quelli del tuo interlocutore che lo fanno notare.

Imparare a rimodellare il tuo corpo durante una conversazione con il tuo interlocutore stabilirà un feedback efficace che manterrà l’armonia nella conversazione e ti aiuterà a guidare il corpo dell’altra persona verso un comportamento più aperto.

Questo può portare a:

Osservando il gesto dell’altra persona, ti farà capire il messaggio segreto inviato dalla comunicazione non verbale.

Il processo della comunicazione cognitiva dei gesti

segnale
segnale
Mittente
Ricevente

C

O

D

I

F

I

C

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E

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COMUNICAZIONE
Corpo efficace
FEEDBACK
RIMODELLAMENTO

Scarica file in PDF Teoria rimodellamento

Comunicazione efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti

La Comunicazione Efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti
(Comunicazione cognitiva)

Teoria altamente innovativa
(Metodo Massimo Luciano Sidoti)

 

La pedagogia cognitiva è una branca della pedagogia che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate. La percezione, l’apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’ attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla pedagogia cognitiva. Essa studia il funzionamento della mente come elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale prettamente neurofisiologica . Il funzionamento della mente è assimilato.

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione con altri oggetti, organismi, o semplicemente con l’ ambiente, che è l’esternazione di un atteggiamento, il quale si basa su una idea o una convinzione che può essere anche un pregiudizio. Il comportamento può essere conscio o inconscio e volontario o involontario. La complessità del comportamento di un organismo è legato alla complessità del suo sistema nervoso. Nell’Approccio Centrato sulla Persona basato sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, (allievo di Carl Rogers), e sviluppato e poi diffuso in tutto il mondo dalla Gordon Training International. Si prefiggevano di sviluppare o migliorare la sensibilità, le competenze interpersonali e le abilità comunicative.

Principali obiettivi dei percorsi proposti dalla Gordon Training International sono:

    • Imparare a leggere il comportamento
    • Riconoscere situazioni problematiche e capire “di chi è il problema”
    • Apprendere l’ascolto empatico
    • Utilizzare in modo efficace il confronto e l’assertività
    • Imparare ad usare un metodo democratico di “Problem Solving”
    • Imparare a promuovere la consapevolezza dei valori

Nell’Approccio Centrato sulla Persona il modello formativo ideato da Massimo Sidoti si basa sul rimodellamento dei gesti. Non la semplice staticità dei gesti, ma la dinamicità della mente rapportata al gesto. Pertanto, una comunicazione cognitiva con gesti in continuo movimento che si rimodellano specularmente all’altro.

La comunicazione corporea attraverso i gesti e la mimica facciale e posturale del corpo costituisce per il 90% di un interessante conversazione. Essa è la forma più potente di comunicazione tra gli uomini.

Saper decifrare la comunicazione empatica del corpo permette per così dire di “decodificare” la mente degli altri.
Ad esempio osservando l’altro, potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellando il vostro in maniera speculare, per scoprire quando qualcuno/a è attratto/a da voi o creare un interesse romantico in qualcuno/a che desiderate. Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, per rendervi conto se gli altri stanno mentendo o dicendo la verità.
Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per comunicare un senso di sicurezza e ispirare rispetto in ogni situazione.

Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per mettere le persone a loro agio, farvi degli amici rapidamente, persuadere, influenzare o vendere di più.

Conoscere la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, ci insegna anche ad interagire con persone di altre di altre parti del mondo .

L’uomo tende a sviluppare capacità comunicative attraverso messaggi verbali positivi ed empatici, ma non si rende conto del fatto che la sua comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie di messaggi non verbali negativi che invia agli altri inconsapevolmente.

Conoscere esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano comunicazione cognitiva, vi permettono di comprendere i disagi dell’altro, capire che l’altro ha un problema e trasmettere invece dei messaggi non verbali positivi, divenendo persone efficaci.
Tutti noi usiamo la comunicazione cognitiva del corpo, spesso inconsciamente attraverso una serie di algoritmi dei gesti. Lo percepiamo negli altri e vi reagiamo ma spesso non riusciamo a comprendere il vero significato dei gesti e non teniamo in considerazione quanto ci possa servire a raggiungere i nostri obiettivi, in campo personale, affettivo e professionale.
Il 70% dell’impressione che suscitiamo sugli altri viene dalla nostra comunicazione corporea!
Quindi, perchè fermarsi solamente alla comunicazione empatica ed efficace verbale.

Il nostro corpo può emettere 10.000 messaggi al minuto interagendo con un altra persona. Inviamo segnali non verbali come lo sguardo, la postura, il livello di energia e l’attitudine, per fare un’impressione positiva sugli altri.

Il minimo gesto, per esempio come stiamo in piedi o entriamo in una stanza, può rivelare moltissimo sul nostro livello di sicurezza in noi stessi, autostima e credibilità.
Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono:
– Stabilire un contatto visivo appropriato. stabilire una corretta postura del corpo.
– Emanare segnali positivi attraverso il sorriso o segnali negativi .
– Assumere una postura adeguata in base agli algoritmi dei gesti dell’altro.
Il rimodellamento – consiste in pratica nell’imitare i movimenti degli altri, permettendovi di armonizzarvi con i gesti dell’altro senza che se ne rendano conto.
Saper acquisire il metodo del rimodellamento vi permette di trovare le modalità di movimento all’interno di una stanza piena di gente per produrre su di loro il massimo impatto.
Vi da la capacità di recepire i diversi segnali del corpo, ad esempio un leggero innalzamento del ciglio (destro o sinistro) segnale di accettazione, compiacimento, stupore.

Il metodo del rimodellamento permette al corpo di non essere più statico all’ascolto, ma dinamico e più efficace nella decodifica dei gesti e permette di stabilire un feedback più efficace e pi rapido.

La rapidità del feedback innesca altre modalità di comunicazione che permettono l’interlocutore di rimanere in sintonia.

Pertanto, si riducono le distanze tra un corpo e l’altro (non più i 50cm) e si acquista la capacità di dare una prospettiva speculare di se all’altro.

Ciò vi permette di dare la possibilità di guidare via via il corpo dell’altro ad una maggiore apertura, ed aiutarlo ad una maggiore comprensione di se.

Massimo Luciano Sidoti introduce nell’approccio centrato sulla persona un modello di allenamento basato sul rimodellamento dei gesti.

Ciò significa che durante una conversazione è importante non solo comprendere la comunicazione empatica attraverso il gesto, ma anche rimodellare il proprio corpo di fronte all’interlocutore.

Saper decodificare la comunicazione empatica del corpo ti permette di capire le persone, le menti, ma se rimodelli la tua forma, imitando i gesti, i movimenti e la mimica facciale del tuo interlocutore sarai in grado di inviare messaggi con il tuo corpo che aumenteranno il tuo comunicativo efficacia.

“Rimodellamento” significa imitare i movimenti delle altre persone, armonizzando i tuoi gesti con quelli del tuo interlocutore che lo fanno notare.

Imparare a rimodellare il tuo corpo durante una conversazione con il tuo interlocutore stabilirà un feedback efficace che manterrà l’armonia nella conversazione e ti aiuterà a guidare il corpo dell’altra persona verso un comportamento più aperto.

Questo può portare a:

Osservando il gesto dell’altra persona, ti farà capire il messaggio segreto inviato dalla comunicazione non verbale.

 

 Gli occhi “lo specchio dell’anima”

Esaminiamo l’intensità dello sguardo

Essi ci rivelano diversi indizi, stati d’animo, sentimenti, atteggiamenti, gioia, stupore, perplessità, amarezze, incomprensioni, delusioni, tenerezze, caparbietà, debolezze, romanticismi, durezze, disapprovazione, ingannevolezza.

Il processo della comunicazione cognitiva dei gesti

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COMUNICAZIONE
Corpo efficace
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RIMODELLAMENTO

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CARTA DEI DIRITTI E DI DOVERI DEL COMUNE DI COMISO

 

ADOLESCENTI PROTAGONISTI DELLA CARTA DEI DIRITTI E DI DOVERI DEL COMUNE DI COMISO

Il Team del Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Comiso, diretto dal Garante Dr.Calogero Termini di cui mi onoro di far parte ormai da anni, opera nel territorio di Comiso e Pedalino rappresentato dal sindaco Prof.ssa Maria Rita Schembari, in coerenza con i principi della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 20 Novembre 1989 , ratificata in Italia con la L.176 del 1991 ,attraverso interventi e attività progettuali volti a promuovere l’interiorizzazione dei  Valori Umani e della Cittadinanza Attiva nella formazione dei Minori  contrastando fenomeni di violenza, denigrazione, maltrattamento che possono compromettere lo sviluppo della personalità dei bambini e degli adolescenti.   In quest’ottica si inserisce il progetto Carta dei diritti e dei doveri dei ragazzi e delle ragazze del Comune di Comiso e Pedalino, ideato già da qualche anno dal Garante Dr. Calogero Termini. Si tratta di un percorso che ha coinvolto tre Istituzioni Scolastiche dirette dalle Dirigenti Prof. ssa  Maria Giovanna Lauretta, Prof.ssa Giovanna Campo e Prof.ssa Romina Bellina e da tre Insegnanti Referenti  Prof.ssa Elena D’Amato, Prof.ssa Daniela Depetro, Prof.ssa Teresa Rizzo che insieme al Team del Garante hanno seguito i veri protagonisti del progetto, trenta ragazzi/e di scuola secondaria di primo grado impegnati nella stesura della Carta dei diritti e dei doveri dei ragazzi/e del Comune di Comiso e Pedalino.

In coerenza con le indicazione dell’Autorità Garante Nazionale, nel rispetto delle politiche di promozione e sviluppo dell’infanzia e della condizione giovanile, in osservanza ai dati del recente rapporto sulla Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, del 27 marzo 2019, risulta fondamentale contrastare il fenomeno della povertà educativa e del disagio sociale dei Minori mediante  percorsi utili sia a sollecitare  la consapevolezza dei Minori per i propri diritti e il rispetto dei propri doveri, che la responsabilità degli adulti di tutelare i bisogni e  garantire i diritti.

Nel rispetto dei 10 articoli dei diritti e dei doveri di cui si sostanzia la Carta di Comiso, con particolare riferimento alle attuali emergenze di salvaguardia e sostenibilità dell’ecosistema s’ascrive la realizzazione dell’evento ideato dall’Art Director di Aynos Academy Dott.ssa Sonia Fuschi dal titolo ‘ ESPERENDO Una Notte al Museo Civico di Storia Naturale di Comiso’, Museo questo diretto dal Dr. Giovanni Insacco. Ancora una volta protagonisti gli adolescenti esploratori in un contesto con la presenza di 10.000 fossili di diverse ere geologiche e animatori della notte insieme ai giovani studenti della Bottega Teatrale dell’Istituto Carducci di Comiso, diretta dal Prof. Giovanni Amore   Funzione educativa e patrimonio culturale sono stati connubio per veicolare conoscenze e abilità ma soprattutto per promuovere lo sviluppo di comportamenti generatori di consapevolezza e cittadinanza. Alleanza Interistituzionale, parola chiave come alleanza pedagogica, culturale e sociale per attivare risorse umane, contestualizzare azioni al fine di interiorizzare i saperi della cittadinanza.  Oggi più del passato la Tutela dei Minori rappresenta un imperativo categorico di cui l’umanità deve farsi carico per una società migliore.

Dott.ssa Lorena Galesi

Pedagogista A.N.PE Coordinatore Provinciale A.N.PE Ragusa

                                                                                                                                                

Educare al tempo della complessità

Pedagogista  Dott.ssa Lorena Galesi

Educare al tempo della complessità

Alla luce delle esigenze educative in una società sempre più articolata, complessa, multiculturale e digitale si aprono nuove sfide educative in grado di saper rispondere alle reali esigenze dei nostri giovani, al fine di promuovere lo sviluppo di abilità, attitudini, competenze e capacità di adattamento.  La Pedagogia come Scienze dell’Educazione opera in prima linea per promuovere lo sviluppo della personalità di ciascun educando, contrastando fenomeni di devianza, dipendenza, disagio e ogni forma di violenza,sottolineando a tinte forti i valori dell’autostima, dell’empatia e della mediazione. Investire sulla responsabilità relazionale e sulla capacità di negoziare conflitti, sono qualità che sfuggono facilmente al modus vivendi dei nostri giovani. L’obiettivo è dunque potenziare abilità comunicative, implementare il dialogo, favorire l’ascolto e la condivisione.

Sono cambiate le modalità di comunicare, la rete ha preso il sopravvento sull’interazione sociale a rischio depersonalizzazione che sicuramente alimenta “disimpegno socialeA.Bandura in una società tecnomediata come quella odierna, con l’effetto di un crescente fenomeno di “giovani dai sentimenti anestetizzatiP.Crepet”.                                                                                                                             Dai recenti fatti di cronaca, dai dati dell’ISTAT e dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza fenomeni di bullismo e di cyberbullismo hanno raggiunto proporzioni di entità spaventosa, siamo dinnanzi ad una piaga sociale che dilaga a macchia d’olio su tutto in territorio Nazionale e oltre. Gli adolescenti leggono e si informano attraverso i social network, la loro curiosità spesso li spinge verso contenuti di vario genere, immagini di violenza, comportamenti bizzarri e pericolosi a rischio emulazione.E’ evidente preadolescenti e adolescenti non hanno ancora maturato quella capacità critica che gli consente di filtrare i messaggi in modo adeguato in quanto sono impulsivi e facilmente vulnerabili.Da studi condotti dalla sociologia di massa è stato dimostrato come il soggetto nel gruppo, omologandosi può legittimare come corretti , comportamenti deplorevoli, in quanto nel gruppo neutralizza il proprio punto di vista per aggregarsi senza alcuna ratio, dato che possiamo confermare nei fenomeni di violenza che con frequenza si verificano in gruppo.Alleanza Educativa, la parola chiave affinchè   Famiglia, Scuola, Istituzioni, Associazioni siano in grado di garantire un Sistema Formativo Integrato promuovendo la cultura dell’accoglienza, della cittadinanza, della solidarietà nel rispetto dei valori umani per la formazione delle nuove generazioni.                                                                                 Oggi più che in passato è necessario sollecitare la consapevolezza e la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella crescita dei nostri giovani per tutelarne l’integrità e lo sviluppo della piena personalità. L’invasione degli strumenti tecnologici ha sicuramente alimentato il divario generazionale tra adulti e adolescenti, i nuovi media non sono un nemico da evitare in quanto se utilizzati consapevolmente possono costituire un supporto utile a dilatare le potenzialità educative.

I Genitori hanno il dovere di monitorare i figli nel corretto utilizzo delle rete, evitando rischi che possono condurli, coinvolgerli in dinamiche assai pericolose che possono degenerare, purtroppo, anche situazioni estreme. La globalizzazione ha imposto un’enorme complessità che dobbiamo essere in grado di gestire,un cambiamento che va affrontato e vissuto responsabilmente, solo se si applica una sorte di “saggezza digitaleM.Prensky” si possono  applicare ragionamenti  di tipo complesso, trarre benefici di tutte le opportunità della rete, che ci consente di annullare la dimensione temporale e spaziale delle informazioni. Parlare di strategie di intervento e prevenzione vuol dire incentivare percorsi educativi per implementare la comunicazione efficace, l’alfabetizzazione emozionale, l’intelligenza emotiva, la capacità di saper mediare sono queste le dimensioni in cui le diverse discipline pedagogiche, psicologiche, giuridiche e sociali devono convergere per garantire il benessere e latutela dei minori.

Pedagogista

Dott.ssa Lorena Galesi

 

Comunicazione efficace

La Comunicazione Efficace ed empatica attraverso i gesti
(Comunicazione cognitiva)

Teoria altamente innovativa
(Metodo Massimo Sidoti)

La psicologia cognitiva è una branca della psicologia che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate.

La percezione, l’ apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’ attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.

Essa studia il funzionamento della mente come elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale prettamente neurofisiologica . Il funzionamento della mente è assimilato.

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione con altri oggetti, organismi, o semplicemente con l’ ambiente, che è l’esternazione di un atteggiamento, il quale si basa su una idea o una convinzione che può essere anche un pregiudizio. Il comportamento può essere conscio o inconscio e volontario o involontario.

Negli animali il comportamento è controllato dal sistema endocrino e da quello nervoso. La complessità del comportamento di un organismo è legato alla complessità del suo sistema nervoso. Generalmente, organismi con un sistema nervoso più complesso hanno più grandi capacità di imparare nuove risposte e correggere il loro comportamento.

Il comportamento umano, così come quello di altri organismi, può essere comune, insolito, accettabile o inaccettabile. Gli uomini valutano l’accettabilità di un determinato comportamento usando norme sociali e regolando i comportamenti tramite mezzi di controllo sociale.

Nell’Approccio Centrato sulla Persona basato sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, allievo di Carl Rogers, e sviluppato e diffuso in tutto il mondo dalla Gordon Training International . Essi si prefiggeno di sviluppare o migliorare la sensibilità e le competenze interpersonali e le abilità comunicative.

Principali obiettivi dei percorsi proposti dalla Gordon Training International sono:

    • Imparare a leggere il comportamento
    • Riconoscere situazioni problematiche e capire “di chi è il problema”
    • Apprendere l’ascolto empatico
    • Utilizzare in modo efficace il confronto e l’assertività
    • Imparare ad usare un metodo democratico di “Problem Solving”
    • Imparare a promuovere la consapevolezza dei valori

Exducere.com nell’Approccio Centrato sulla Persona si basa sul modello formativo ideato da Massimo Sidoti sviluppato attraverso osservazioni e teorie innovative “Comunicazione efficace ed empatica attraverso la comunicazione cognitiva dei gesti”. Non la semplice staticità dei gesti ma la dinamicità della mente rapportata al gesto.

La comunicazione corporea attraverso i gesti e la mimica facciale e posturale del corpo costituisce il 90% di un interessante conversazione. Essa è la forma più potente di comunicazione tra gli uomini.

Saper decifrare la comunicazione empatica del corpo permette per così dire di “codificare” la mente degli altri.
Ad esempio osservando, potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per scoprire quando qualcuno/a è attratto/a da voi o creare un interesse romantico in qualcuno/a che desiderate. Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per rendervi conto se gli altri stanno mentendo o dicendo la verità.
Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per comunicare un senso di sicurezza e ispirare rispetto in ogni situazione.

Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo per mettere le
persone a loro agio, farvi degli amici rapidamente, persuadere,
influenzare o vendere di più.

Conoscere la comunicazione cognitiva del corpo ci insegna
anche ad interagire con persone di altre culture di altre parti del mondo pur non conoscendo la loro lingua.

L’uomo tende a sviluppare capacità comunicative attraverso messaggi verbali positivi ed empatici, ma non si rende conto del fatto che la sua comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie di messaggi non verbali negativi che invia agli altri inconsapevolmente.

Conoscere esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano comunicazione cognitiva, vi permettono di comprendere i disagi dell’altro, capire che l’altro ha un problema e trasmettere invece dei messaggi non verbali positivi, divenendo persone efficaci.
Tutti noi usiamo la comunicazione cognitiva del corpo, spesso inconsciamente attraverso una serie di algoritmi dei gesti. Lo
percepiamo negli altri e vi reagiamo ma spesso non riusciamo a comprendre il vero significato dei gesti e non teniamo in considerazione quanto ci possa servire a raggiungere i nostri obiettivi, in campo personale, affettivo e professionale.

Il 70% dell’impressione che suscitiamo sugli altri viene dalla nostra comunicazione corporea!
Quindi, perchè fermarsi solamente alla comunicazione empatica ed efficace verbale.

Il nostro corpo può emettere 10.000 messaggi al minuto interaggendo con un altra persona. Inviamo segnali non verbali come lo sguardo, la postura, il livello di energia e l’attitudine, per fare un’impressione positiva sugli altri.

Il minimo gesto, per esempio come stiamo in piedi o entriamo in una stanza, può rivelare moltissimo sul nostro livello di sicurezza in noi stessi, autostima e credibilità.
Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono:

stabilire un contatto visivo appropriato.
 stabilire una corretta postura del corpo.
 emanare segnali positivi attraverso il sorriso o segnali negativi attraverso l’annuire.
 assumere una postura adeguata in base agli algoritmi dei gesti dell’altro.
 Il rimodellamento – consiste in pratica nell’imitare i movimenti degli altri, permettendovi di armonizzarvi con i gesti dell’altro senza che se ne rendano conto.
 le modalità di movimento all’interno di una stanza piena di gente per produrre su di loro il massimo impatto.
 Un leggero innalzamento del ciglio (destro o sinistro) segnale di accettazione, compiacimento, stupore

Gli occhi “lo specchio dell’anima”

Esaminiamo l’intensità dello sguardo

Essi ci rivelano diversi indizi, stati d’animo, sentimenti, atteggiamenti, gioia, stupore, perplessità, amarezze, incomprensioni, delusioni, tenerezze, caparbietà, debolezze, romanticismi, durezze, disapprovazione, ingannevolezza.

Percorso educativo per genitori

Percorso educativo per genitori

Exducere.com, intende definire percorsi educativi, di formazione e di adeguamento alle problematiche comportamentali.

Scoprire se stessi attraverso l’esperienza individuale che è la base da cui partire per modificare il proprio modo di essere.

Intraprendere il prorpio percorso da imboccare attraverso scelte e decisioni stimolati dal confronto interpersonale.

L’apertura mentale in campo dell’osservazione allarga la capacità al cambiamento rendendo più efficace l’educazione per i propri figli.

l’apprendimento non sarà mirato ad argomenti teorici, ma sull’identificazione di un settore del comportamento sulla base delle loro esperienze concrete.

Gli obiettivi del metodo didattico in campo comportamentale indicano la presa di coscienza delle proprie abitudini in riferimento con la realtà, dagli schemi cognitivi, le differenze, integrando esperienze ed informazioni

Exducere.com crea percorsi educativi personalizzati individuando le cause delle problematiche comportamentali, individuando le possibili soluzioni per suggerire le strategie di intervento.

Il percorso educativo personalizzato si pone gli obiettivi:

  • Capire la situazione
  • Conoscere tutte le persone coinvolte nella situazione
  • Individuare le conflittualità non risolte
  • Conoscere l’ambiente che circonda
  • Comprendere conflitti ( fisici, educativi, affettivi)
  • Permettere alle persone di elaborare il proprio vissuto
  • Comprendere e valutare la personalità (dialogo, l’ascolto, il conoscersi)
  • Comprendere e valutare i bisogni e i desideri

  PERCORSI EDUCATIVI PERSONALIZZATI

Il percorso educativo personalizzato guiderà alla conoscenza delle problematiche, fornendo consigli su possibili atteggiamenti educativi “alternativi” a quelli abitualmenti utilizzati, incoraggiando a scegliere in maniera autonoma strategie educative “alternative”, sostenute dal manuale del percorso educativo personalizzato, favorendo una riorganizzazione del sistema comportamentale e la necessità di un’adeguata organizzazione delle attività.

Strategie Comunicative per genitori

Docente
Massimo Sidoti
Descrizione
Hai difficoltà di relazionarti in maniera “efficace” con gli altri?
Per esempio con i tuoi figli?

La “comunicazione ” proposta da Massimo Sidoti promuove lo sviluppo delle abilità di ascolto, di gestione risoluzione e mediazione dei conflitti.

I corsi favoriscono lo sviluppo di abilità di comunicazione e consentono di operare corretti processi di attribuzione, affinando la sensibilità necessaria per cogliere i segnali che stanno ad indicare la presenza di problemi nell’altro .

Il corso, dal titolo “Strategie comunicative per genitori ”, è rivolto a quei genitori che sentono il bisogno di rendere più aperta la comunicazione con i propri figli, di diventare più capaci di ascoltarli e capire i loro bisogni, le parole, i sentimenti e gli ideali. E’ rivolto anche a quei genitori che desiderano che anche i figli capiscano i bisogni, i sentimenti e i valori dei genitori stessi. Quando si riesce a conquistare la possibilità di comunicare con i figli, allora essi diventano membri attivi e propositivi della famiglia e questo li aiuta a sviluppare stima e fiducia in sé stessi e a diventare responsabili anche della propria crescita.

Essere genitore rimane uno dei compiti più delicati e complessi, in cui devono essere unite abilità di gestione emotiva, di comprensione e ascolto, di tolleranza e apertura, assieme alla capacità di essere di esempio e guidare con serenità e fiducia la crescita e lo sviluppo dei bambini e ragazzi.

E altro ancora…

Si tratta di un primo passo in direzione di una maggiore e migliore conoscenza di sé e delle proprie risorse e potenzialità , della propria crescita personale e professionale .

Gli incontri hanno carattere teorico-pratico: è privilegiata una forma di apprendimento esperienziale che coinvolge direttamente i partecipanti e consente di sperimentare in presa diretta le abilità proposte .

I Gruppi sono formati da un minimo di 8-10 persone ( massimo 20 ).

 

Giorni/orari

 

Prossimi incontri:
Le iscrizioni sono aperte per il mese di luglio
inizio corso da stabilire

Attività

Attraverso le competenze apprese sarà possibile:

  • incrementare l’efficacia della tua comunicazione;
  • stabilire una migliore sintonia con gli altri e con te stesso;
  • risolvere conflitti interpersonali e divergenze di valori;
  • sviluppare capacità di risolvere problemi;
  • identificare e modificare le convinzioni che ti limitano;
  • usare il linguaggio in modo efficace e funzionale alle relazioni;
  • gestire al meglio tutte le tue risorse interiori.

Il percorso educativo per genitori personalizzato è uno strumento di intervento strategicamente personalizzato al fine di creare una linea pedagogica che utilizzi semplici strumenti e modalità pratiche che favoriscono un miglior utilizzo delle potenzialità di ogni individuo.

  • una maggiore capacità di auto-osservazione;
  • una crescente possibilità di superamento dei condizionamenti comportamentali;
  • un maggior sviluppo del pensiero divergente;
  • un aiuto a conoscere la proria creatività ed a superare le tensioni, l’ansia e l’angoscia del fallimento;
  • dimostrare come l’errore possa diventare la base per il miglioramento;
  • migliorare la persona nella percezione del sè.

Percorso educativo per minori

Percorso educativo per minori

Exducere.com è un sito specializzato in campo pedagogico e psicologico. Esso prevede una serie di iniziative atte a stimolare processi formativi ed informativi (integrazione del bambino, educazione comportamentale, capacità nel sapersi orientare nelle scelte personali e professionali).

Attraverso colloqui con professionisti (pedagogisti, psicologi,) il bambino acquisisce le conoscenze adeguate che gli permettono di migliorare le competenze specifiche.

Exducere.com, intende definire percorsi educativi di formazione e di adeguamento ai saperi, tenendo conto della possibilità di dialogo su tematiche vicine ai genitori ed ai figli.

Exducere.com crea percorsi educativi personalizzati per minori in difficoltà

individuando le cause delle problematiche comportamentali, individuando le possibili soluzioni per suggerire ai genitori le strategie di intervento

Il percorso educativo personalizzato si pone gli obiettivi:

  • Capire la situazione
  • Conoscere tutte le persone coinvolte nella situazione
  • Individuare le conflittualità non risolte
  • Conoscere l’ambiente che circonda il minore
  • Comprendere conflitti  fisici, educativi, affettivi)
  • Valutare la capacità genitoriale
  • Permettere alle persone di elaborare il proprio vissuto
  • Aiutare la famiglia a riflettere sulle motivazioni
  • Comprendere e valutare la personalità ( dialogo, l’ascolto, il conoscersi in coppia)
  • Comprendere e valutare la capacità genitoriale
  • Conoscere e valutare il vissuto del minore.
  • Comprendere e valutare i bisogni e i desideri del minore
  • Conoscere e valutare il comportamento del minore a scuola
  • Suggerire agli insegnanti strategie di intervento per favorire l’appprendimento

  PERCORSI EDUCATIVI PERSONALIZZATI

  Il percorso educativo personalizzato guiderà i genitori alla conoscenza del minore e delle modalità che caratterizzano i suoi comportamenti, fornendo consigli su possibili atteggiamenti educativi “alternativi” a quelli abitualmenti utilizzati, incoraggiando i genitori a scegliere in maniera autonoma strategie educative “alternative”, sostenute dal manuale del percorso educativo personalizzato, favorendo una riorganizzazione del sistema familiare e la necessità di un’adeguata organizzazione delle attività.

Si richiede
  • informazioni dettagliate del minore
  • gli scopi
  • i tempi impiegati
  • le metodologie
  • i materiali usati
  • l’età e la caratteristica del minore
  • i risultati emersi negli anni
  • le relazioni con i genitori
  • le relazioni con i compagni
  • le relazioni con gli insegnanti
  • gli hobby del minore
  • le attenzioni rivolte dai genitori
  • i bisogni emersi
  • CURIOSITA’: le capacità di esplorare nuove opportunità di apprendimento
  • PERSEVERANZA: l’impegno rivolto nonostante gli ostacoli
  • FLESSIBILITA’: la capacità di cambiare il proprio stato d’animo
  • OTTIMISMO: la capacità di valutare nuove opportunità
  • IL RISCHIO la capacità di prendersi le proprie responsabilità
Attività dei genitori 
  • Osservare
  • Raccogliere
  • Confrontare
  • Sintetizzare

 

Il percorso educativo personalizzato non è una semplice consulenza professionale, ma uno strumento di intervento strategicamente personalizzato al fine di creare una linea pedagogica che utilizzi semplici strumenti e modalità pratiche che favoriscono un miglior utilizzo delle potenzialità di ogni individuo.

  • una maggiore capacità di auto-osservazione;
  • una presa di coscienza delle proprie abitudini;
  • una crescente possibilità di superamento dei condizionamenti comportamentali;
  • un maggior sviluppo del pensiero divergente;
  • un aiuto a conoscere la proria creatività ed a superare le tensioni, l’ansia e l’angoscia del fallimento;
  • dimostrare come l’errore possa diventare la base per il miglioramento;
  • migliorare la persona nella percezione del sè.

Tecniche educative

Iperattività

Secondo quanto è emerso dalle mie esperienze fatte con pazienti affetti da sindrome di deficit di attenzione ossia iperattivi, posso affermare che, riconoscere precocemente il bambino iperattivo è fondamentale, in quanto sin dalla precoce età si possono utilizzare metodologie e risorse più idonee con modalità sistematiche.

È importante agire a vari livelli, valutando le eventuali componenti ereditarie, neurologiche e problematiche familiari.

Tale disturbo, sembra essere presente più nei maschi che nelle femmine. Secondo gli ultimi dati il 5/10 % in più delle bambine.

Il problema più grave dell’iperattività infantile è il deficit di attenzione dovuto all’instabilità non solo motoria ma psichica di cui soffre il bambino. I bambini iperattivi sono sempre in movimento, incapaci di prestare attenzione agli insegnanti e di concentrarsi.

Individuare le cause è essenziale per definire il programma di cura più adatto. I bambini iperattivi hanno spesso un temperamento ultrasensibile e lo strumento per definire il bambino iperattivo è l’osservazione.

  1. Ha difficoltà a rimanere seduto quando gli viene richiesto
  2. Si distrae facilmente
  3. Ha difficoltà ad aspettare il suo turno nei giochi e nel gruppo
  4. Non riesce ad ultimare delle commissioni
  5. Passa spesso da un’attività senza completarla ad un’altra
  6. Gioca con molta foga ed inquietudine
  7. Spesso non ascolta ciò che gli viene detto
  8. Perde facilmente gli oggetti

Le cause della iperattività possono essere tante: possono dipendere da carenze di cure materne, da un inadeguato rapporto madre figlio, da rivalità verso i fratelli, da scarsi stimoli, da un ambiente culturalmente scarso. La base di un calibrato sviluppo della personalità è l’amore materno.

Sono deleteri certi comportamenti dei genitori, come, l’iperprotettività che impedisce al bambino di fare quelle giuste esperienze utili per un sano sviluppo, oppure la troppa permissività. L’educatore deve individuare queste carenze affettive e può anche rendere consapevole la famiglia, sempre dopo aver prima instaurato un rapporto di collaborazione. Purtroppo il rischio che corrono tutti i bambini iperattivi e che se non sono seguiti diventano disadattati. Quindi l’educatore dopo aver notato comportamenti che fanno supporre delle carenze, deve predisporre degli obiettivi di stimolazione secondo il tipo di lacune. Le cause di svantaggio possono essere dovute a motivi diversi e ogni tipo di svantaggio richiede particolari strategie d’intervento. Quindi deve essere aiutato da specialisti e collaboratori. Essi devono imparare a comunicare con gli altri, devono essere messi a contatto con il gruppo, per ricavare così maggiori stimolazioni. Attraverso la socializzazione possono inserirsi in futuro nell’ambiente sociale. Il ruolo del Pedagogista è primario dato che il suo intervento aiuta nei primi anni di vita, ciò solo quando si ha la consapevolezza da parte della comunità, per una reale integrazione e per il recupero.

Il comportamento aggressivo che può aver origine dalla gelosia può essere deviato facendo scaricare l’aggressività su oggetti, quindi bisogna predisporre l’ambiente in modo da costituire valvole di scarico o attraverso il movimento o con il ricorrere alle espressioni artistiche, grafiche, plastiche, musicali. Bisogna stabilire per loro obiettivi sempre più impegnativi proponendo interessi nuovi, se sono bene guidati possono essere d’aiuto e di guida per gli altri. Programmare una corretta impostazione metodologica che contempli tecniche ed interventi didattici differenziati; avere una chiara visione degli obiettivi educativi da raggiungere, ed effettuare una scelta dei mezzi adatti a realizzare, l’aderenza ai comportamenti positivi del bambino iperattvo.

La metodologia deve essere commisurata all’effettivo grado di sviluppo del bambino, deve essere attiva, capace di sviluppare le attitudini, tenendo una linea di intervento unitaria, organica, ed integrale in quanto il bambino va considerato nella globalità dei suoi bisogni.

I motivi della iperattività possono essere diversi ma spesso sono legati ai conflitti affettivi. Cercate di essere più naturali possibili, non lo richiamate, non lo sgridate, in quanto il vostro bambino si pone in situazione di sfida nei vostri confronti. E’ possibile che si senta piccolo ed insignificante e tenti di mettersi in evidenza con qualche gesto maleducato. Dategli più affetto e cercate di capire cosa lo tormenta, fatelo con molto tatto e molta dolcezza.

Insegnategli al bambino a muovere il pensiero per incanalare nella direzione giusta le sue energie, secondo la sua logica il suo senso creativo, rendendolo più autonomo e padrone delle sue relazioni spazio-temporali, attraverso l’ascolto e il dialogo di esperti pedagogisti gestire la mente del bambino, rendendoli consapevoli come possono sfruttare la loro iperattività, stimolando la loro attenzione nell’osservare e rivedere mentalmente delle figure o ascoltare per riascoltare mentalmente. Occorre quindi, insegnare al bambino a percepire con attenzione, in quanto il bambino bombardato da stimoli percettivi, non ha il tempo di evocare e di memorizzare, non impara a riflettere e non utilizza l’immaginazione, in altre parole non ha il tempo di assimilare l’azione.

Da diversi anni, però, i ricercatori che si occupano di ADHD hanno iniziato a metterne in luce sintomi e cause, e hanno trovato che il disturbo può avere una causa genetica . Attualmente, le teorie in proposito sono molto diverse da quelle che andavano per la maggiore anche solo pochi anni fa. I ricercatori stanno chiarendo che l’ADHD non è un disturbo dell’attenzione in sé – come si era a lungo ritenuto – ma nasce da un difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno alla base dell’inibizione e dell’autocontrollo . A sua volta, questa mancanza di autocontrollo pregiudica altre importanti funzioni cerebrali necessarie per il mantenimento dell’attenzione, tra cui la capacità di posticipare le gratificazioni immediate in vista di un successivo e maggiore vantaggio.

I bambini affetti da ADHD, pertanto, non riescono a controllare le loro risposte all’ambiente. E’ come se in questo momento che state leggendo veniste bombardati da tanti altri eventi disturbanti, come la televisione accesa, i vostri figli che gridano fuori la stanza, il telefono che squilla e voi non riusciste ad annullare tutti questi stimoli per focalizzare la vostra attenzione solo su quello che state facendo e che vi interessa tanto. Se non aveste questa capacità di “filtrare” gli stimoli e “prestare attenzione” comincereste a sentirvi agitati perché vi rendereste conto di non riuscire nel vostro intento.