Pedagogia della relazione e delle emozioni

Pedagogia della relazione e delle emozioni:
socializzazione e elaborazione sociale una sfida per la scuola… da ieri!!!

Percezione, attenzione, memoria e motivazione sono processi cognitivi che regolano le relazioni umane. Questi processi,identificati come “cognizione sociale”, sono utilizzati per comprendere e rispondere agli stimoli sociali e implicano abilità di diversi gradi di complessità: il riconoscimento e l’attribuzione di significato alle emozioni; la costruzione di pensiero e intenzioni di sé e l’interpretazione e il riconoscimento del pensiero e delle intenzioni degli altri. In pratica il dominio emozionale si intreccia con quello percettivo-sensoriale e con quello razionale. Esiste, dunque, un’interconnessione dei domini conoscitivi. Questo stretto rapporto tra emozione e conoscenza, a livello teorico, è ormai assodato.
Tuttavia, è evidente che tale consapevolezza incontri, ancora, forti resistenze a tradursi in pratica didattico-educativa nelle nostre scuole.
La dimensione emozionale è, pertanto, una componente significativa del processo di conoscenza. È fondamentale sviluppare la mente emozionale, interconnessa imprescindibilmente, con la parte pensante. Un qualsiasi contenuto si voglia far esplorare, una qualsiasi competenza si voglia offrire al bambino, non ha il pensiero in sé e non ha l’emozione stampata dentro, ma è in grado di diventare l’una o l’altra o entrambe, a seconda del tipo di sapere che la “persona” ci costruisce attorno per spiegarsela. L’incapacità di “spostarsi” dal proprio modo di sentire le emozioni, oltre l’ambito intellettuale e culturale inficia la comunicazione interpersonale e lo sviluppo armonico tra le dimensioni intrapersonali.
Il decentramento emozionale implica la capacità di sentire la diversità come possibile prima ancora di valutarla come legittima. Se ne deduce che sviluppare capacità di Decentramento emozionale e razionale costituiscano, insieme, quella mobilità della conoscenza utile a evitare la massificazione dei gusti, dei desideri, degli entusiasmi e di ogni altra variabile sensoriale ed emozionale. Le persone competenti sul piano emozionale si ritrovano ad essere favorite in tutti i campi della vita e hanno maggiori probabilità di essere felici.
L’Alfabetizzazione emozionale diventa un obiettivo di primaria importanza per la scuola in quanto tale capacità si rifletterà trasversalmente su tutto lo sviluppo della personalità dei ragazzi. Alla pedagogia spetta il compito di sostenere le riforme scolastiche nel ruolo fondamentale di disegnatrice dei nuovi cardini fondanti del percorso educativo.

Tutto ciò è auspicabile anche in termini di prevenzione. Infatti, va sottolineato che la maggior parte dei disturbi psichiatrici nei giovani sono caratterizzati da alterazione nel funzionamento sociale. Lo sviluppo di complesse relazioni interpersonali e sfide durante l’adolescenza innesca l’insorgenza di difficoltà sociali che si traducono in veri e propri disturbi come, per esempio, ansia sociale, abuso di sostanze, disturbi alimentari.